Giovanni Novaresio

Biografia

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Giovanni Novaresio (1919-1997) si forma negli anni Trenta all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Militante della Resistenza, testimonia l’opposizione al regime anche nelle scelte artistiche: Novaresio diventa infatti uno dei maggiori rappresentanti dell’avanguardia genovese e nel dopoguerra dirige con Sandro Cherchi la galleria “Genova e l’Isola”.

Dal 1954 al 1960 vive e lavora per lunghi periodi in Somalia, terra che considera la sua seconda patria e che gli ispira le opere più originali, tanto da essere soprannominato “Giovanni l’Africano”.

Dopo il rientro in Italia,  si concentra soprattutto sulle sperimentazioni astratte. Continua a lavorare instancabilmente anche negli ultimi anni, continuando ad approfondire la sua ricerca artistica

Le Opere

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Novaresio testimonia già dalle prime opere una  decisa presa di coscienza ideologica contro l’arte di regime: come scriverà Germano Beringheli nel 1974 l’artista si esprime attraverso “una proiezione espressionista interpolata sui volumi, sui disegni e persino sul colore di uno Scipione e di un Mafai filtrati tuttavia per alcune profilature di “Corrente”.

Negli anni Cinquanta si confronta con la cultura neocubista “Coinvolto nella querelle ideologica postbellica tra realismo e astrattismo, Novaresio in realtà aveva deciso di sottrarvisi guardando a un’arte delle forme che aveva in Picasso un riferimento estetico e non politico, affrontando soggetti figurativi molto semplificati e lontani dalla retorica realista, al tempo stesso coltivando un interesse sperimentale per l’astrazione geometrica.”  (Leo Lecci, 1992). Le sue opere più caratteristiche gli sono tuttavia ispirate dal lungo soggiorno in Somalia: le raffigurazioni di “giovani somale solide e vaghe, di pastori nobili nelle ruvide vesti e le maternità eleganti e primitive” (Claudia Andreotta, 2017) uniscono in maniera unica emotività e sintesi formale.

In Somalia realizza anche imponenti opere pubbliche,  come la sala del Parlamento di Mogadiscio (1960), definita “la cappella Sistina dei somali”. Continuerà a dipingere i soggetti africani durante tutta la sua carriera, dedicandosi tuttavia anche al paesaggio e al ritratto.

Dagli anni Settanta riprende le costruzioni geometriche sperimentate nel periodo giovanile, arrivando a  disfare le forme in grovigli di segni ed in accese esplosione di colore.

Gli Eventi

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Novaresio nel corso della sua carriera allestisce numerosissime mostre personali e partecipa a collettive in Italia e all’estero (Roma, Milano, Mogadiscio, Johannesburg, Buenos Aires..) . Le esposizioni  spesso chiudono con la vendita di tutte le opere (Mogadiscio, Museo della Garesa,1956). Nel 1960 riceve l’onore di vedere inaugurata dalla regina Elisabetta d’Inghilterra la mostra Vision of Kariba alla Rhodes National Gallery di Salisbury. Nel 2014 l’antologica Giovanni Novaresio Opere: 1939-1997 all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova ha portato alla riscoperta dell’artista e al riconoscimento del suo ruolo fondamentale nella storia dell’arte ligure del Novecento.

Contatti

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